investimento mattone 2019

IL MATTONE CONTINUA AD ESSERE UN INVESTIMENTO PER GLI ITALIANI

Nel tempo la domanda di abitazioni è cambiata e nei prossimi anni il mercato dovrà essere in grado di far fronte a quelli che saranno i nuovi acquirenti. Ma in questo scenario, con le nuove generazioni travolte dalla crisi e un tessuto sociale in trasformazione, nel futuro dell’immobiliare si affaccia con insistenza la locazione. A spiegare cosa sta accadendo al settore, al di là dei dati sulle compravendite, è Mario Condò de Satriano, presidente del Centro Studi Fiaip, che parlando a idealista news ha posto l’accento su un aspetto interessante e ha affermato: “L’immobile continua a essere un investimento per gli italiani”.

Cosa sta accadendo sul fronte delle locazioni?

I dati definitivi li avremo da qui a qualche settimana, ma sicuramente il trend è positivo. C’è stato un aumento del livello delle locazioni. Un dato in controtendenza con quello che viene spesso sostenuto: ossia che l’immobile non è più un investimento.

Al contrario si può dire che ci sia un ritorno dell’investimento immobiliare?

Oggi su un immobile di target medio basso si ha un rendimento del 4-5% l’anno. Considerando i rendimenti negativi dei titoli di Stato e le performance negative delle Borse, si tratta di un dato assolutamente importante.

Per non parlare poi dei rendimenti di gran lunga superiori degli immobili destinati a case vacanze e b&b, in questi casi però c’è un’attività di carattere lavorativo.

Nel dettaglio, in questo scenario che ruolo ha e avrà l’investimento?

Anche in questo lungo periodo di crisi l’immobile continua a essere un investimento per gli italiani. I piccoli risparmiatori hanno sempre preferito l’immobile e continuano a preferirlo. Continuano a investire sulla casa, che dà un buon rendimento.

Sui grandi investitori pesa la problematica di carattere fiscale, che in questo momento grava sul settore immobiliare.

Il carico fiscale è enorme e non si vedono promesse sulla casa da parte delle forze politiche che si stanno candidando alle elezioni. E’ invece indispensabile intervenire con una riforma fiscale dell’immobiliare.

Quali sono i fattori che stanno favorendo le locazioni?

Qui i riflettori si accendono sulla generazione dei cosiddetti Millennials e quindi sulla flessibilità del lavoro, sul non dover stare necessariamente in un determinato quartiere o in una determinata città. C’è una propensione a muoversi e a cambiare attività.

E poi, purtroppo, quella dei Millennials è una generazione che non conosce il cosiddetto posto fisso, fatto che apre un ragionamento ampio sulle banche.

Se gli istituti di credito non cambieranno il loro modo di valutare il merito creditizio dei soggetti acquirenti, tra qualche anno ci troveremo di fronte a una serie di richiedenti che non avranno i requisiti necessari per ottenere un finanziamento. E questo sarà un problema.

Nel complesso, qual è la situazione del mercato immobiliare?

Sul fronte delle transazioni, c’è stato un aumento generalizzato del numero di compravendite, anche se non come gli anni scorsi. I prezzi sono rimasti stabili nelle grandi città. Le province, invece, continuano a registrare una minima diminuzione.

A conti fatti, come sta cambiando il settore?

Purtroppo, non sta cambiando. Il settore avrebbe bisogno di grossi investimenti, soprattutto in quelle che sono le periferie delle città. E’ qui che dovrebbero concentrarsi la maggior parte degli investimenti, in modo da renderle sempre di più parte integrante delle metropoli. Allo stato attuale questo non c’è. Stenta poi a decollare una cultura energetica, specialmente nelle grandi città.

PREVISIONE DEL MERCATO IMMOBILIARE 2018

Nel corso del 2017 è continuata la ripresa del mercato immobiliare già inziata negli ultimi due anni, con un aumento delle compravendite a tassi di crescita più ridotti rispetto all’exploit del 2016. Una ripresa accompagnata dalle buone condizioni del mercato del credito, ancora sostenuto dalle politiche monetarie espansionistiche. In controtendenza i prezzi delle abitazioni, in terreno negativo, ma con una tendenza alla stabilizzazione.

L’andamento dei prezzi delle case di seconda mano è stato negativo anche nel corso del 2017, con un calo del 4% rispetto allo scorso anno e una tendenza alla stabilizzazione dei valori certificata da quotazioni pressoché invariate nell’ultimo trimestre. Tuttavia, i prezzi hanno già iniziato a risalire in alcuni dei mercati più dinamici – come Bologna e Firenze – e in alcune zone delle grandi città – come Milano, Roma e Napoli.
Sul trend negativo incide in maniera determinante lo stock di immobili con caratteristiche di prezzo, qualità, localizzazione non richieste dal mercato; mentre la vivacità della domanda privata, sostenuta dal mercato dei mutui, si estende a macchia di leopardo concentrandosi nelle aree di maggior pregio e dove la qualità della vita è migliore.
Con l’incremento dei rendimenti del mattone, nel 2018 si punterà all’investimento in immobili da mettere a reddito, con particolare attenzione al prezzo (occhio all’affare) e allo sviluppo immobiliare delle aree urbane. La capacità del mattone italiano di attrarre i capitali da parte di investitori istituzionali o non, dipenderà anche dall’attuazione di riforme volte alla semplificazione normativa e burocrativa, alla riduzione della tassazione, e a una rivisitazione della legislazione sull’affitto.
In linea con la ripresa economica, i canoni di locazione sono tornati a salire, perché le condizioni d’incertezza del mercato del lavoro hanno aumentato i casi di affitto per l’abitazione principale. Il 2018 vedrà l’economia della post-proprietà in forte crescita, con meno proprietari e più utilizzatori del “bene-casa”.
Di fronte al profondo mutamento della domanda abitativa come conseguenza ai cambiamenti sociali, demografici ed economici in atto, il mercato immobiliare ha davanti a sé la sfida del rinnovamento dell’offerta, all’insegna della qualità dei prodotti e soprattutto dei servizi, che costituiscono un plus per i clienti. Seguendo questa tendenza, il nuovo anno vedrà un’ulteriore diffusione di fenomeni come l’affitto stanze e le locazioni brevi.