mutui favorevoli 2019

MUTUI A CONDIZIONI FAVOREVOLI FINO AL 2023

Compravendite in aumento, mutui in calo, almeno se si considerano i dati in assoluto. L’Istat ha pubblicato la sua view sul primo trimestre 2018, ed ha evidenziato come le convenzioni notarili di compravendite o relative a transazioni onerose legate ad unità immobiliari sono cresciute dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, se si considera il dato destagionalizzato (suddiviso in un  +0,5% per il settore abitativo e +1,3% per l’economico). Guardando i dati in assoluti e tendenziali, si configura un calo di circa 36 mila transazioni (per un totale di circa 176,7 mila), ma resta un aumento del 4,2% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (il settore abitativo guadagna il 4,4% e l’economico il 2,1%).

Mutui in aumento nel primo trimestre 2018

Interessante che a questo aumento di transazioni si accompagni, in termini assoluti, una diminuzione dei mutui e dei finanziamenti con ipoteca. Stando infatti ai dati notarili da cui Istat ha attinto, il numero di transazioni nel primo trimestre 2018 è stato di 94.015 (12 mila atti in meno rispetto al trimestre precedente), per un calo annuo del 3,3%. Il dato destagionalizzato tuttavia mostra una crescita dei mutui dell’1,5% trimestrale, pur confermando un calo (del 3,3%) rispetto allo stesso periodo del 2017.

Gli italiani continuano a comprare casa

Come interpretare questi dati? “L’andamento dell’indice destagionalizzato delle compravendite conferma un recupero del mercato immobiliare – è il commento dell’Ufficio studi Istat. – Il mercato ha iniziato la sua ripresa in modo più regolare dal II trimestre del 2015, con un recupero di circa il 37% rispetto ai valori minimi di fine 2013, ma con un gap di oltre il 5% nei confronti dei livelli medi del 2010”.

“I dati comunicati da Istat – ha dichiarato Ivano Cresto, responsabile Business Unit Mutui di Facile.it – non possono che essere letti con estrema positività. Dopo un comprensibile momento di incertezza legato all’annuncio della fine del Qe, gli aspiranti mutuatari italiani si sentono oggi più tranquilli, continuano a comprare casa e, cosa molto importante, hanno dimostrato di avere un rapporto di fiducia con la propria banca. Gli istituti di credito, dal canto loro, stanno facendo grossi investimenti per offrire ai clienti o potenziali tali ottime condizioni applicate ai mutui, indipendentemente dal fatto che siano a tasso fisso o variabile”.

Mutui favorevoli fino al 2023

Cosa attendersi per il futuro? Risponde Cresto: “ Considerando sia i valori dell’inflazione “core”, quella cioè che non tiene conto dei beni alimentari o di quelli energetici che a maggio si è assestata all’1,1%, sia il fatto che il Governatore Draghi ha lasciato intendere di voler comunque reinvestire nei titoli che l’Istituto detiene in portafoglio pur non aumentandone la quantità, è lecito attendersi che le attuali condizioni di vantaggio applicate oggi ai mutui durino ancora per un bel po’ e gli analisti hanno spostato alla metà del 2023, cioè fra ben 5 anni, il momento atteso per veder tornare a crescere oltre l’1% il valore dell’ Euribor”.

compravendite 2019

600mila COMPRAVENDITE nel 2018

Il mercato immobiliare del primo semestre è stato caratterizzato da un primo trimestre di entusiasmo dal punto di vista degli investimenti. Entusiasmo frenato dall’incertezza politica, che ha raffreddato gli animi nel secondo trimestre. “Rispetto all’inizio dell’anno gli investimenti esteri si sono ridotti del 56% (ammontando a circa due miliardi di euro soprattutto in uffici e locali commerciali), quelli italiani del 48% (circa un miliardo di euro). Le aspettative sul 2018 erano alte, ma ora è subentrata la prudenza, e gli affari sono stati rimandati a settembre-ottobre, quando probabilmente sarà più chiara la linea del governo soprattutto in materia di tasse”.

Se diminuisce il volume degli investimenti, “aumentano dell’11,5% annuo le compravendite nel residenziale, sebbene ad un ritmo meno brillante del previsto. Nel primo semestre si registrano 290 mila transazioni. Lo scorso settembre si prevedevano 650 mila transazioni fino alla fine del 2018, ora dobbiamo correggere la stima a 600 mila. SI tratta comunque di un aumento annuo di circa il 9%”.

compravendite 2019

PRODUZIONE EDILE NELL’UNIONE EUROPEA

Secondo i dati diffusi da Eurostat, la produzione nelle costruzioni è aumentata dell’1,4% nell’eurozona e dello 0,8% nell’Ue rispetto al mese precedente. In termini annuali, invece, l’aumento è stato dell’1,6% in nell’eurozona e del 2,6% nell’Ue.

 

Acquistare casa

TUTTO QUELLO CHE C’è DA SAPERE SUL MUTUO GIOVANI

Mutui e giovani non vanno d’accordo? Pare essere così, perché gli under 35, spesso precari e privi di garanzie per le banche, trovano le maggiori difficoltà a ottenere un finanziamento per l’acquisto della casa. E’ anche vero però che le banche spesso pensano dei prodotti appositamente pensati per chi da poco si è affacciato al mondo del lavoro.

Mutui per precari

Stando ai dati dell’Osservatorio Mutuionline.it nel secondo trimestre dell’anno la stragrande maggioranza dei mutui è stata concessa a chi ha già un lavoro a tempo indeterminato (l’85,8% dei casi), mentre solo il 10% è andato a favore di lavoratori autonomi e liberi professionisti. Tenendo conto che tendenzialmente il loan to value di un mutuo è dell’80%, occorre che un giovane possa avere disponibile una liquidità pari al 20% del costo della casa: il che, in effetti, non è semplice.

Mutui per giovani sotto i 35 anni

Non è però impossibile che un giovane si veda accettare una domanda di mutuo. Ad esempio, potrebbe cointestare il finanziamento con una persona che offra garanzie solide (spesso un genitore), o chiederle di fare da garante, prendendosi l’onere di intervenire nel pagamento qualora ci fossero difficoltà a sostenere la rata. In questo caso, la banca accetterà garanzie da una persona che abbia un’età massima di 75 anni alla scadenza del finanziamento. In caso di decesso del garante, l’onere del pagamento passerà ai suoi eredi.

Fondo garanzia giovani 2018

Un aiuto ai giovani viene anche dal Fondo di Garanzia prima casa, una misura con cui lo Stato si fa garante per il 50% della quota capitale di mutui ipotecari finalizzati all’acquisto di un’abitazione principale per un massimo di 250 mila euro. Tale misura è rivolta a tutti, senza limiti, ma vengono applicate condizioni di favore alle giovani coppie in cui almeno uno dei due componenti abbia meno di 35 anni, ai nuclei monogenitoriali con figli minori, agli under 35 con contratto di lavoro atipico. Si può presentare domanda per l’accesso al Fondo direttamente alla banca o all’istituto finanziario prescelto, qualora aderisca all’iniziativa (l’elenco è disponibile presso il sito di Abi e di Consap).

futuro ecosostenibile

IL FUTURO DEGLI IMMOBILI È ECOSOSTENIBILE

Il mercato immobiliare italiano va sempre di più nella direzione del risparmio energetico: le scelte di materiali per la costruzione di edifici. o la ristrutturazione di immobili già esistenti, si fanno man mano più attente all’ambiente, con un approccio volto ad una più alta sostenibilità. La bioedilizia, infatti, è una scelta sempre più condivisa dai costruttori che, unita alla grande potenzialità offerta dai vari e numerosi strumenti innovativi di tecnologia per la casa, contribuisce alla creazione di un elevato comfort abitativo.

Si dice futuro, si chiama NZEB
Stiamo parlando di speciali edifici capaci di minimizzare i più diversi tipi di consumi come, ad esempio, quelli legati al riscaldamento, al raffrescamento ma anche all’illuminazione utilizzando non solamente fonti totalmente rinnovabili ma anche particolari sistemi di ombreggiamento.

Le nuove costruzioni dell’Immobiliare Agliati sono TUTTE case NZEB, e cioè a fabbisogno energetico quasi zero (da qui la sigla Near Zero Energy Building), ma già oggi nella nostra penisola non mancano importanti esempi in questo senso che fanno ben sperare in un futuro sempre più green.

investimento mattone 2019

IL MATTONE CONTINUA AD ESSERE UN INVESTIMENTO PER GLI ITALIANI

Nel tempo la domanda di abitazioni è cambiata e nei prossimi anni il mercato dovrà essere in grado di far fronte a quelli che saranno i nuovi acquirenti. Ma in questo scenario, con le nuove generazioni travolte dalla crisi e un tessuto sociale in trasformazione, nel futuro dell’immobiliare si affaccia con insistenza la locazione. A spiegare cosa sta accadendo al settore, al di là dei dati sulle compravendite, è Mario Condò de Satriano, presidente del Centro Studi Fiaip, che parlando a idealista news ha posto l’accento su un aspetto interessante e ha affermato: “L’immobile continua a essere un investimento per gli italiani”.

Cosa sta accadendo sul fronte delle locazioni?

I dati definitivi li avremo da qui a qualche settimana, ma sicuramente il trend è positivo. C’è stato un aumento del livello delle locazioni. Un dato in controtendenza con quello che viene spesso sostenuto: ossia che l’immobile non è più un investimento.

Al contrario si può dire che ci sia un ritorno dell’investimento immobiliare?

Oggi su un immobile di target medio basso si ha un rendimento del 4-5% l’anno. Considerando i rendimenti negativi dei titoli di Stato e le performance negative delle Borse, si tratta di un dato assolutamente importante.

Per non parlare poi dei rendimenti di gran lunga superiori degli immobili destinati a case vacanze e b&b, in questi casi però c’è un’attività di carattere lavorativo.

Nel dettaglio, in questo scenario che ruolo ha e avrà l’investimento?

Anche in questo lungo periodo di crisi l’immobile continua a essere un investimento per gli italiani. I piccoli risparmiatori hanno sempre preferito l’immobile e continuano a preferirlo. Continuano a investire sulla casa, che dà un buon rendimento.

Sui grandi investitori pesa la problematica di carattere fiscale, che in questo momento grava sul settore immobiliare.

Il carico fiscale è enorme e non si vedono promesse sulla casa da parte delle forze politiche che si stanno candidando alle elezioni. E’ invece indispensabile intervenire con una riforma fiscale dell’immobiliare.

Quali sono i fattori che stanno favorendo le locazioni?

Qui i riflettori si accendono sulla generazione dei cosiddetti Millennials e quindi sulla flessibilità del lavoro, sul non dover stare necessariamente in un determinato quartiere o in una determinata città. C’è una propensione a muoversi e a cambiare attività.

E poi, purtroppo, quella dei Millennials è una generazione che non conosce il cosiddetto posto fisso, fatto che apre un ragionamento ampio sulle banche.

Se gli istituti di credito non cambieranno il loro modo di valutare il merito creditizio dei soggetti acquirenti, tra qualche anno ci troveremo di fronte a una serie di richiedenti che non avranno i requisiti necessari per ottenere un finanziamento. E questo sarà un problema.

Nel complesso, qual è la situazione del mercato immobiliare?

Sul fronte delle transazioni, c’è stato un aumento generalizzato del numero di compravendite, anche se non come gli anni scorsi. I prezzi sono rimasti stabili nelle grandi città. Le province, invece, continuano a registrare una minima diminuzione.

A conti fatti, come sta cambiando il settore?

Purtroppo, non sta cambiando. Il settore avrebbe bisogno di grossi investimenti, soprattutto in quelle che sono le periferie delle città. E’ qui che dovrebbero concentrarsi la maggior parte degli investimenti, in modo da renderle sempre di più parte integrante delle metropoli. Allo stato attuale questo non c’è. Stenta poi a decollare una cultura energetica, specialmente nelle grandi città.

PREVISIONE DEL MERCATO IMMOBILIARE 2018

Nel corso del 2017 è continuata la ripresa del mercato immobiliare già inziata negli ultimi due anni, con un aumento delle compravendite a tassi di crescita più ridotti rispetto all’exploit del 2016. Una ripresa accompagnata dalle buone condizioni del mercato del credito, ancora sostenuto dalle politiche monetarie espansionistiche. In controtendenza i prezzi delle abitazioni, in terreno negativo, ma con una tendenza alla stabilizzazione.

L’andamento dei prezzi delle case di seconda mano è stato negativo anche nel corso del 2017, con un calo del 4% rispetto allo scorso anno e una tendenza alla stabilizzazione dei valori certificata da quotazioni pressoché invariate nell’ultimo trimestre. Tuttavia, i prezzi hanno già iniziato a risalire in alcuni dei mercati più dinamici – come Bologna e Firenze – e in alcune zone delle grandi città – come Milano, Roma e Napoli.
Sul trend negativo incide in maniera determinante lo stock di immobili con caratteristiche di prezzo, qualità, localizzazione non richieste dal mercato; mentre la vivacità della domanda privata, sostenuta dal mercato dei mutui, si estende a macchia di leopardo concentrandosi nelle aree di maggior pregio e dove la qualità della vita è migliore.
Con l’incremento dei rendimenti del mattone, nel 2018 si punterà all’investimento in immobili da mettere a reddito, con particolare attenzione al prezzo (occhio all’affare) e allo sviluppo immobiliare delle aree urbane. La capacità del mattone italiano di attrarre i capitali da parte di investitori istituzionali o non, dipenderà anche dall’attuazione di riforme volte alla semplificazione normativa e burocrativa, alla riduzione della tassazione, e a una rivisitazione della legislazione sull’affitto.
In linea con la ripresa economica, i canoni di locazione sono tornati a salire, perché le condizioni d’incertezza del mercato del lavoro hanno aumentato i casi di affitto per l’abitazione principale. Il 2018 vedrà l’economia della post-proprietà in forte crescita, con meno proprietari e più utilizzatori del “bene-casa”.
Di fronte al profondo mutamento della domanda abitativa come conseguenza ai cambiamenti sociali, demografici ed economici in atto, il mercato immobiliare ha davanti a sé la sfida del rinnovamento dell’offerta, all’insegna della qualità dei prodotti e soprattutto dei servizi, che costituiscono un plus per i clienti. Seguendo questa tendenza, il nuovo anno vedrà un’ulteriore diffusione di fenomeni come l’affitto stanze e le locazioni brevi.